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Martedì19 Novembre 2019

DALLA MEMORIA DELLA SHOÀ AL SUPERAMENTO DEL PREGIUDIZIO ATTRAVERSO LA PAROLA E LA DANZA

memoria

PROGETTO PER LA GIORNATA DELLA MEMORIA
per le scuole superiori

Per un "buon uso" della storia e della memoria nella prospettiva del dialogo e della pace

Il 27 gennaio si celebra la giornata della "memoria", momento in cui siamo invitati a riflettere sulla Shoà, la catastrofe nazista, che ha profondamente e tragicamente segnato la storia d'Europa. Tale giornata si presenta come particolare occasione per rimettere in discussione l'orizzonte culturale e religioso nel quale la Shoà è maturata, affinché gli errori di prospettiva del passato possano essere evitati nell'oggi e nel futuro. Come ci ricorda un maestro della Tradizione ebraica, il Baal Shem Tov fondatore della corrente mistica chassidica, "l'avvenire appartiene a coloro che avranno la memoria più lunga......", cioè a coloro che sanno riconoscere il valore del ricordo, del "far memoria" costantemente nella storia di ciò che è importante per le generazioni successive. Non è necessario infatti ricordare tutto, ma è indispensabile non dimenticare ciò che determina il proprio senso di appartenenza e ciò che può insegnare qualcosa a chi verrà dopo di noi. A questo proposito il poeta Josip Brodsky, premio nobel per la letteratura, afferma: "Se una società perde o non coltiva la memoria diventa facile preda di un demagogo o di un tiranno..... Il presente deve essere l'antidoto del passato".

Le forme attraverso cui la memoria si esprime non sono solo quelle verbali o scritte, ma sono anche quelle gestuali, musicali, artistiche..... tutte quelle di cui ogni essere vivente è capace, tutte quelle attraverso cui la persona comunica. La danza ne costituisce una originale sintesi unendo gesti, parole e musiche capaci di narrare il vissuto e i sentimenti di un popolo attraverso simbologie evocative. Come ha insegnato Rabbi Nachman di Breslav, "ogni giorno bisogna danzare, fosse anche soltanto con il pensiero".

Questa proposta, che si rivolge in modo particolare alla giovane generazione si articola attraverso momenti di ascolto, riflessione, dibattito e danza che, secondo linguaggi e forme diverse fra loro correlate, cercano di fare un "buon uso" della storia e della memoria nella prospettiva dell'educazione al dialogo interculturale e interreligioso.

Perché allora non ripercorre alcuni momenti particolari di tale memoria riscoprendola nelle danze che evocano la gioia delle grandi feste, nei canti e nelle musiche popolari della diaspora, nella rielaborazione degli ebrei tornati nella terra dei Padri?

Tutto ciò é stato conservato, trasmesso ed è attualmente vivo nonostante la tragedia nazista che ha rischiato di cancellare una significativa testimonianza per gli uomini e le donne di ogni tempo, segno che valori della Tradizione sono più forti di ogni tentativo di annientamento. E' inoltre un modo per far tesoro del monito a cui ci ha richiamato la "giornata della memoria" celebrata il 27 gennaio scorso: affinchè ciò che è accaduto durante la Shoah non accada più, affinchè prevalga la logica del dialogo e della riscoperta positiva di ogni diversità.


PROGRAMMA

Incontro introduttivo
a cura di Elena Bartolini

  • La logica che ha permesso la Shoà è ancora fra noi? Una memoria "difficile"
  • Cosa ricordare e perché in relazione all'importanza della "far memoria".
  • I "meccanismi" che alimentano il pregiudizio con particolare attenzione all'antisemitismo
  • Stereotipi vecchi e nuovi

Tempo previsto: due ore circa
Metodologia: esposizione attraverso lucidi e audiovisivi, dibattito.


4 incontri di DANZA EBRAICA
a cura di Carla Padovani

Tempo previsto: due ore a incontro

Il programma prevede l'insegnamento di alcune danze la cui tematica é strettamente correlata con il tema della memoria.


Incontro conclusivo
a cura di Elena Bartolini

  • Danza e memoria
  • La memoria di un popolo attraverso il linguaggio del corpo
  • Dialogare coi gesti
  • Condividere i segni della stessa speranza
  • Costruire percorsi di dialogo e di pace

Tempo previsto: due ore e mezza.
Metodologia: esposizione attraverso lucidi e audiovisivi a partire dall'esperienza di danza effettuata, dialogo con i partecipanti
Dimostrazione coordinata da Carla Padovani e Roberto Bagnoli da parte degli studenti che hanno partecipato al laboratorio delle danze apprese

Per maggiori informazioni riguardanti il progetto contattare l'Associazione.


Docenti

Elena Bertolini
Carla Padovani
Sara Calzetti

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