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Martedì25 Giugno 2019

ET SHALOM

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etshalomC'è un tempo per nascere e un tempo per morire
un tempo per piantare e un tempo per sradicare le piante
un tempo per gemere e un tempo per ballare .........
un tempo per la guerra e un tempo per la pace
(Qohelet 3, 1-8)

 

Il tempo dello Shabat si dilata per racchiudere la vita di un popolo che compie gesti millenari, li tramanda e danza
Festeggia la vita, si difende e danza
E' perseguitato, disperso, resiste e danza
La memoria, come un canto antico, porterà verso un tempo di pace.

Attraverso la presentazione di danze ashkenazite, sefardite, contemporanee e una narrazione tratta dal romanzo "Il bambino con il pigiama a righe" la compagnia formata da 35 elementi offrirà la possibilità di approfondire la conoscenza del popolo del libro, un popolo errante che ha saputo mettersi in dialogo con il mondo intero, mantenendo vitale la propria identità.


Tratto dal romanzo "Il bambino con il pigiama a righe":
La camminata lungo il reticolato richiese più tempo di quanto Bruno aveva immaginato. Il recinto si estendeva per chilometri e chilometri, ma le baracche, le piccole costruzioni e i camini erano scomparsi alle sue spalle e gli parve che quella rete lo separasse dal vuoto. Dopo aver camminato per quasi un'ora cominciò ad avere fame. Ma proprio in quel momento un puntino apparve all'orizzonte e Bruno strizzò gli occhi per capire di cosa si trattava. Mentre era immerso in queste considerazioni, le gambe, passo dopo passo, lo stavano conducendo sempre più vicino a quel puntino, che nel frattempo era diventato una macchia e già cominciava a dare segni di trasformarsi in una striscia. E un attimo dopo la striscia divenne una figura e allora Bruno vide che era proprio un bambino. Portava lo stesso pigiama a righe di tutta la gente che si trovava dall'altra parte della rete e aveva in testa un berretto di tela a righe. Non aveva né scarpe né calze e i suoi piedi erano parecchio sporchi. Sulla manica aveva un bracciale con una stella a sei punte. Quando Bruno gli si avvicinò, stava seduto per terra a gambe incrociate, fissando la polvere. Aveva la pella quasi grigia e occhi enormi di un colore ambrato come il caramello, e il bianco intorno all'iride era bianchissimo. Quando incontrò il suo sguardo, Bruno rimase colpito da quegli enormi occhi tristi che lo fissavano .....

Regia e coreografia
Carla Padovani e Antonio Tinti

Danzatori
Anna Balsamo, Monica Baroni, Cecilia Benedetti, Maurizio Bertani, Lia Bevini, Luciana Bizzarri, Vito Bonafè, Alessandra Bonamore, Sara Calzetti, Rosanna Carbogno, Laura Ferrari, Licia Ferrari, Giliola Lodi, Sandra Gaboardi, Caterina Graiani, Luciana Iiritano, Angela Mainini, Luisa Manna, Giuliana Marzi, Barbara Massaria, Elisabetta Sacchi, Giovanni Saguatti, Silvia Rossi, Franca Superchi  
e da Alessandro Benedetti, Alessandro Corvo, Elia Davolio, Monica Davolio, Valentina Dell'Eva, Nancy Luduena, Laura Ricci, Mattia Tinti

Narratori

Silvio Mezzadri, Antonio Tinti


 

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PROGRAMMA

Disperdersi nel mondo rimanendo un popolo
L'accoglienza del Sabato nello shtetl
I chassidim e la gioia della Torah Studio e preghiera
Un domani negato
La shoah

Il ritorno nella terra d'Israele
Vita nel kibbutz

Un domani ritrovato
Diventare adulti: il bar mitzvah
La festa delle capanne

Un popolo nomade
All'ombra del deserto
I gioielli dello Yemen

La gioia per una nuova vita
Il matrimonio

La separazione dal Sabato

C'è un tempo per ogni cosa sotto il cielo ....
(Qohelet 3, 1-15)

 

 

 

 


 


 

DIASPORE

diaspore

Viaggio nomade in danza

Danze popolari di etnie che hanno percorso strade, attraversato paesi, vissuto in villaggi lontani dalla terra madre.

 

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ETHNOS

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ethnosDanze, profumi & sapori dei popoli della terra

 

ETHNOS é il nostro modo per esprimere la pace. Un percorso verso la conoscenza di alcuni popoli, delle loro tradizioni e dei loro sentimenti attraverso danze di lotta, di preghiera, di guarigione, di lamento ma soprattutto di gioia e d'amore. Un coro di voci, musiche, tradizioni, profumi e sapori rinsaldato

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MIGAVOHA

migavoha

Danze e suggestioni della tradizione ebraica
Il titolo dello spettacolo, “MIGAVOHA” (“da lassù”) richiama un celebre canto tradizionale ebraico il cui inizio suona “Migavoha ro'im olam yarok verashei harim tz'chorim”, ovvero “Visto dall’alto il il mondo è verde, bianche le vette delle montagne. Il fiume è profondo visto dalle aquile in volo. Da lassù l’intero mondo pare permeato dall’armonia e da questa armonia si libera una voce di speranza e di pace. E quella voce è la voce di ogni persona”.

Lo spettacolo è un grande, colorito omaggio al popolo ebraico attraverso musiche, danze, racconti e canti tradizionali e contemporanei che sono espressione della Diaspora ebraica.
Un percorso che partendo dalla gestualità degli ebrei dell'est Europa (degli shtetl) arriva alla danza contemporanea d'Israele, vuole raccontare la storia del popolo ebraico anche attraverso un significativo racconto sulla Shoà tratto dal romanzo Il bambino con il pigiama a righe, le canzoni e la musica eseguite da Eyal Lerner e Antonio Tinti.

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Regia e coreografia
Carla Padovani e Antonio Tinti

Danzatori
Anna Balsamo, Monica Baroni, Cecilia Benedetti, Maurizio Bertani
Lia Bevini, Luciana Bizzarri, Vito Bonafè, Alessandra Bonamore
Sara Calzetti, Rosanna Carbogno, Laura Ferrari, Licia Ferrari
Sandra Gaboardi, Elena Giacomi, Caterina Graiani
Davide Guasti, Luciana Iiritano, Laura Lenotti, Giliola Lodi
Dantina Manghi, Luisa Manna, Giuliana Marzi, Barbara Massaria
Pasquale Micucci, Carla Padovani, Teresa Quartani
Silvia Rossi, Giovanni Saguatti, Franca Superchi

Attori
Eyal Lerner, Antonio Tinti


PROGRAMMA

Danze chassidiche (danze ebraiche dell'est europeo)
Habaal shem tov
Bracha
Sha still
Chassidic melodies
Rumenie

Danze della memoria
Shma Israel
Ani ma'amin
Erev tov

Danze dei pionieri
Ilu tsipporim
Chedvat neurim
Rachel
Hayoshevet Baganim

Danze del deserto
Tarbuka
Tsel midbar
Ramot

Danze yemenite
Zawajuni
Ahuvi
Shevach la'el
Dror Yikra

Danze contemporanee
Bonny li
Galim
Hora ben
Mechol midbari
Migavoha
Bat shlomo


MAZAL TOV

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mazalDanze e suggestioni della tradizione ebraica

"I gojim sono stupidi" disse il rabbi.
"Adesso saccheggiano le nostre case e scavano
nei nostri giardini e non sanno che il meglio
ce lo siamo già portati via".
"E cos'é il meglio?" chiese il vento.
"E' la nostra storia" rispose il rabbi.

MAZAL TOV, letteralmente buona fortuna, é l'espressione augurale più dffusa fra il popolo ebraico.

Lo spettacolo é un viaggio attraverso le danze popolari, le musiche, i racconti delle feste delle culture ebraiche. Il plurale é infatti doveroso per definire un ambito culturale e una tradizione che, pur mantenendosi legata all'identità del popolo ebraico ha attraversato il mondo, mutuando suggestioni e spunti da culture diverse. Un'identità da riscoprire e con la quale confrontarsi.

Questo progetto nasce in omaggio alla memoria ma guarda alla modernità con occhi e pensieri contemporanei; per non dimenticare ma per conoscere, nel segno della multicultura con la consapevolezza che le tante identità di una comunità complessa sono la base di una ricchezza morale profonda.

Nasce anche in un momento di riscoperta della cultura ebraica e di rinnovato interesse da parte del mondo non ebraico, per assolvere un compito di grande importanza: affermare l'esigenza di risalire alla fonti tradizionali ebraiche, di esplorare i rivoli di questa tradizione che, pur relegata nella sua alterità, non ha mai smesso di accompagnare nel suo percorso la cultura dominante, di alimentarla e di esserne alimentata, confrontandosi con essa.

Perché questa sera é diversa dalla altre sere?

Anno di produzione 2000

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Questa domanda rivolta dai bambini ai loro genitori durante la celebrazione della Pasqua ebraica racchiude in sé l'essenza delle feste ebraiche, che scandiscono il ricordo di eventi che si sono succeduti dall'inizio dei tempi e che caratterizzano la storia degli ebrei all'interno della storia del mondo.

Mazal tov si sviluppa attraverso la gioia dei canti, l'energia delle danze, la simbologia delle scenografie, la ricchezza dei costumi, accompagnando il pubblico in un lungo viaggio sulle tracce del popolo ebraico, della sua storia e delle sue tradizioni, lasciandosi guidare dal calendario delle feste e dagli eventi più significativi del ciclo della vita.

Questo viaggio partirà dal deserto con le tipiche danze debka, passerà alle comunità degli ebrei della Russia asiatica, alle comunità sefardite del Mediterraneo con la festa di Chanukka a quelle yemenite con la rappresentazione di un tradizionale matrimonio yemenita; seguiranno le comunità chassidiche dell'est europeo con danze e musiche klezmer, fino al ritorno in Israele con i primi coloni, i primi kibbutzim, per concludersi nell'Israele di oggi.

Questo spettacolo offre la possibilità di approfondire la conoscenza di un popolo antico e della sua storia così moderna e attuale, passando in rassegna i più importanti eventi festivi che aiutano l'uomo ad esprimere e comunicare quei sentimenti che superano la quotidianità e gli permettono di raccontare ai propri figli le memorie del passato, stabilendo in questo modo un legame stesso di rinnovamento e di continuità tra passato, presente e futuro.

Regia e Coreografia
Carla Padovani e Antonio Tinti

Danzatori
Giulia Anceschi, Roberto Bagnoli, Alessandra Bonamore, Cristina Casarini, Roberto De Paolis, Patrizia Farisato, Carminio Gambacorta, Silvio Lorenzato, Monica Garzari, Simona Morelli, Stefania Romio, Cecilia Rosini, Gabriele Taddia, Villa Carla Maria

Attore e cantante
Enrico Fink


 

PROGRAMMA

IL DESERTO
Tefilat ha derek
Nash Didan
Jatelee
Tarbuka

IL GHETTO
Dilam Bazan
Dai de senar
Elul

IL MATRIMONIO YEMENITA
Tinten Banat
Dror Ykra
Asal
Ed dodim kalla
Zawajuni
Jashiara

I CHASSIDIM
Kol ha'olam kulo
Sha still
Dem Ganefs yiches

I PIONIERI
Eretz Israel yafa
Shecharchoret
Leor chyuchech
El ginat egoz
Erev shel shoshanim
Simchat chalutzim
Al tira
Hora medura

IL PRESENTE
Darage
Ramot
Debka benot hakhfar
Hora yovel
Avremale melamed

 

 

CELTIC EMOTION

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celticViaggio nella cultura celtica dalla danza folk irlandese al country americano

Sono d'Irlanda.
E la Santa Terra d'Irlanda
E il tempo fugge, lei gridò.
Vieni per carità.
Vieni e danza con me in Irlanda


Così scrisse Yeats. E così nasce Celtic emotion, un itinerario nella tradizione popolare celtica.

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DANSE LA MER

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dansemer

Spettacolo di danze etniche dell'area del Mediterraneo

 

Danza il mare
danzano le genti mediterranee
per ritrovare l'unità nella diversità
la ricchezza nello scambio
il desiderio di sentirsi un unico mare
Un omaggio a chi mi ha dato la vita
un ringraziamento
fatto di suoni e di colori antichi,
atto d'amore                     

                                                 Carla Padovani

 

Lo spettacolo del "mare che sta in mezzo alle terre" nella varietà dei folklori presentati (dal Medio Oriente fino alla Sicilia, passando per Grecia, ex Jugoslavia, Spagna e Francia) per una serie di cinquanta danze interpretate da venti ballerini, pur nella piacevole ricchezza di suoni, passi, costumi diversi, si pone come un unico sguardo di amicizia aperto al diverso, involontaria ma coerente risposta agli atteggiamenti di intransigenza razziale che costellano le cronache dei nostri quotidiani.
Particolarità della proposta é la scansione, al suo interno, di brani di teatro-danza che si pongono come momenti di riflessione fiabesco-rituali alla gioia di "danzare insieme" tipica delle culture tradizionali.

Anno di produzione 1990

Regia e Ricerca coreografica
Carla Padovani

Aiuto Regia e Coreografia teatro-danza
Antonio Tinti

Danzatori
Clarita Bergonzini, Chiara Bonetti, Giorgio Caffo, Piera Coggiola, Bianca Campanini, Cristina Casarini, Alberto Celli, Daniela Greppi, Silvio Lorenzato, Baby Mammi, Daniela Mammi, Livia Marin, Emanuela Moretti, Carla Padovani, Gennaro Simioli, Francesca Siso, Mario Stefanini, Paolo Tomba, Paolo Versari, Franco Viero

 


 

PROGRAMMA

DANZE DEL MEDIO ORIENTE
Palestina, Yemen, Egitto

DANZE GRECHE
Epiro, Peloponneso, Isole Cicladi, Isola di Creta, Amorgos, Icaria

DANZE SLAVE
Serbia, Macedonia, Vojvodina

DANZE SPAGNOLE
Paesi Baschi, Catalogna

DANZE FRANCESI
Guascogna, Auvergne, Provenza

DANZE ITALIANE
Piemonte, Trentino Alto Adige, Emilia-Romagna, Sicilia

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RAGGI DI LUNA ITALIANA

raggidilunaCapriccio danzato in quattro movimenti

E' uno spettacolo di folklore che ripropone, nella godibile euforia della festa, le danze tradizionali italiane vissute attraverso il trascorrere delle stagioni, sottolineate dalle antiche voci dei dialetti, dai costumi nei colori regionali e negli oggetti della tradizione popolare.
In un ideale abbraccio culturale ed emozionale risiede la chiave per scoprire una naturale solidarietà verso gli altri e per riscoprire i legami veri ed originali di una tradizione popolare così varia e poliedrica come quella italiana.

Anno di produzione 1992

Regia
Antonio Tinti

Coreografia
Carla Padovani e Antonio Tinti

Assistente
Silvio Lorenzato

Scenografia
Silvano Morini

Danzatori
Maurizio Arena, Patrizia Barbieri, Clarita Bergonzini, Chiara Bonetti, Adriano Busani, Liliana Candotti, Cristina Casarini, Piera Coggiola, Fabrizio Errico, Daniela Greppi, Silvio Lorenzato, Luca Michelini, Patrizia Rampazzo, Massimo Santoro, Antonio Tinti, Giancarlo Volpato

 


 

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PROGRAMMA

L'ESTATE
Lazio, Campania Saltarella, tarantelle e tamurriata
Calabria, Puglia Tarantella e pizziche

L'AUTUNNO
Emilia Romagna Saltarelli, manfrine, ballo dei gobbi
Toscana Mazurka, polka, giga. trescone, ballinsei

L'INVERNO
Piemonte Tresso, curenta
Trentino Alto Adige Landler, polka, mazurka
Sardegna Ballo tundu, passo torrau, passo brincau

LA PRIMAVERA
Marche, Abruzzo Saltarelli, spallata
Sicilia Tarantelle, mazurka, ballo della cordella

 

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